martedì 1 marzo 2016

Tre anni di Cina!

Tra due giorni sono tre anni di Cina.... Tra poche ore inizia il nostro quarto anno di un'esperienza che vorremmo non finisse e che ci sta cambiando tanto!
Nel frattempo... Buon anno cinese, buon anno della scimmia! Xīnnián kuàilè!!!


I festeggiamenti sono finiti da poco, quest'anno il capodanno è caduto l'otto febbraio (ogni anno la data cambia in base ai cicli mensili lunari), con grandi fuochi d'artificio in una città praticamente deserta.
Per i Cinesi il capodanno cinese è la festività principale, i bambini hanno un mese di vacanza e le aziende chiudono anche fino a tre settimane. Si trascorrono le feste con la propria famiglia, tra pranzi, cene e la televisione che trasmette tutto il giorno, sul canale CCNN (una specie di RAI), canzoni, ricette, storie della tradizione, racconti di oggi, con il Carlo Conti in versione cinese impegnato nella grande sfida di questo paese, unire il passato al futuro.
Le città si svuotano perché tutti tornano ai paesi di provenienza e si vive in un clima un po' apocalittico con le strade senza traffico, i cantieri chiusi, i servizi a domicilio sospesi...



L'asilo di Diego ha organizzato una piccola festa per il capodanno cinese, durante la quale abbiamo imparato a fare i dumplings, ovvero gli gnocchi ripieni così tipici di questo paese! Il ripieno può essere di qualsiasi ingrediente, carne o pesce, patate, funghi, tofu o verdure. Sono buonissimi! Anche i nonni hanno partecipato all'esperienza... Che si è ripetuta proprio ieri in un piccolo ristorantino in città, dove vengono serviti dumplings vegani che i clienti, se vogliono, possono preparare con le proprie mani prima di cuocerli, sotto la guida della solare proprietaria Zhuzhu e della sua famiglia. Bellissima opportunità!






Anche la scuola della Fede ha celebrato il capodanno cinese, chūnjié, e quest'anno i nonni appena arrivati hanno preso parte ai festeggiamenti!
Io ne ho approfitato per volare in Italia per un week end emiliano romagnolo molto bello, durante il quale sono stata coccolata dagli amici.


Il leitmotiv di queste vacanze con i nonni è stato... Impastare! Dumplings da un lato, pasta fatta in casa dall'altro (con Rita che ha preparato pasta e gnocchi e ce ne ha lasciata tantissima surgelata per i prossimi mesi) e nel mezzo la vera regina, la pizza! La Cami in Italia mi ha fatto un regalo meraviglioso e che più azzeccato non si poteva... Il lievito madre! In questa terra orfana di pani salati degni di nota e dove anche il lievito è merce rarissima, il lievito madre è stata una benedizione, un ritorno alle origini davvero gustoso e coinvolgente anche per i bambini, che ovviamente si divertono ad impastare e trafficare con la farina!





Poi... Vacanze di compleanni, i 40 anni di Checco e quelli della Rita!



Per il resto... I Cinesi continuano a stupirmi per la loro creatività, come quando ho incontrato un signore che lavava la macchina in strada e, per non dare noia con l'acqua sporca che colava dall'auto, aveva posizionato un raccogli - acqua sotto alla vettura... Bell'esempio di civiltà da un popolo che, generalmente, non è molto attento all'ambiente o ai diritti degli altri!
Purtroppo non riesco a trovare la foto, faceva molto ridere, ma non appena la recupero la pubblico!

Altre cose che ho imparato... I Cinesi sono famosi in tutto il mondo per il te. Invitati a casa di un cinese, ci verrà senz'altro offerto del te da bere, in tazzine molto piccole. La tazza deve essere calda quando il te viene versato, per non raffreddare la bevanda. Quindi, prima del te, si versa dell'acqua calda che poi viene buttata. In strada, se si sta bevendo al parco su una panchina da un semplice termos, oppure direttamente sul vassoio del te se si è a casa. Il vassoio ha dei buchi, tipo il nostro scolapasta, che fanno passare l'acqua al di sotto, dove un secondo vassoio la raccoglie.
Quando si versa il te, lo si fa con gesti ampi e abbondanti e spesso il te esce dalle tazze. Perché? Perché la teiera e le tazze sono considerate come esseri viventi nella tradizione di questo popolo, come delle piante che hanno bisogno di essere innaffiate e che necessitano di acqua per vivere.
Quindi le tazzine hanno bisogno di bere acqua, oppure te!
Quanto più una tazza di buona porcellana è antica ed usata, tanto più al suo interno si noteranno delle piccole crepe. Quelle crepe decretano la bellezza e la preziosità di un servizio da te.
Il vostro ospite cinese continuerà a versarvi da bere. Non c'è fine al momento del te, a meno che voi: 1. Non lasciate il te nella tazza, in quanto non si versa te su te 2. Non battiate leggermente l'indice sul tavolo due volte mentre qualcuno vi sta versando il te, segno che significa no, basta.



Molti progetti per la primavera imminente, nel frattempo so che in Italia l'inverno è stato mite mentre qui a Xiamen, per il primo anno, ha fatto e sta facendo freddo vero! Tutti gli amici cinesi a postare foto dei termometri sui cellulari, con temperature minime intorno ai 4/5 gradi che qui non si raggiungevano da 50 anni! BRRRR Mi sono addirittura comprata un piumino e un cappello di lana per uscire... Incredibile!
Raffa e Rita, nonostante li avessimo avvisati, sono venuti con più vestiti estivi che invernali, come se il loro cervello, che aveva registrato quanto caldo può fare qui, si rifiutasse di credere che potesse essere anche freddo!




PS Diego è ufficialmente trilingue, se sente una canzone in inglese la ripete canticchiando mentre io sto ancora cercando di capire le parole. Da qualche giorno parla in cinese in macchina con la sua amichetta Lidia e io non ho idea di che cosa si dicano...


domenica 10 gennaio 2016

Frullato di idee da una meravigliosa Cambogia!


Il viaggio in Cambogia è stato di quelli che lasciano il segno... Paese bellissimo e contrastato, stretto tra un passato glorioso e una storia recente tragica e ancora non completamente chiusa.
Personalmente, poi, è stato un viaggio "di famiglia" che ci ha permesso di stare più vicini dopo i mesi autunnali impegnativi sul lavoro per Francesco, a scuola per la Fede (che torna a casa alle 5 del pomeriggio) e per Diego che ha iniziato l'asilo. Abbiamo trascorso tanto tempo insieme ed è stato bello! Inoltre, con Diego un po' più grande, mi è sembrato un 'viaggio' vero, con spostamenti un po' più impegnativi, ritmi meno programmati e finalmente...senza borsa dei biberon e dei pannolini!


Dopo aver girato e visto qualcosa del popoloso Sud Est asiatico negli ultimi 3 anni, non posso fare a meno di realizzare quanta povertà ci sia nel mondo e quanto privilegiati siano l'Europa e gli Stati Uniti / Canada. Anche il Sud America, con l'esperienza in Uruguay, in Messico, in Guatemala e in Colombia mi aveva aperto gli occhi, ma in Asia c'è qualcosa di diverso. Non voglio certo fare la classifica della povertà, però le persone povere qui non hanno davvero niente, vivono per strada, non c'è spazio, non c'è idea di progresso o di miglioramento, a volte sembra ci sia soltanto una strada polverosa che passa in mezzo al nulla, al villaggio, alla storia...

Ho visitato il centro di detenzione e di tortura Tuol Sleng a Phnom Penh, che potrebbe esere paragonato ad Auschwitz, e mi sono chiesta che cosa ci ha insegnato la storia se si è potuta ripetere così triste e macabra e senza senso, se ancora oggi si ripete, dalla Siria alla Nigeria e l'uomo non impara mai...

Se si potessero distribuire meglio le ricchezze e le risorse.

Lo so, è folle l'idea di mettere un tetto massimo a ciò che ciascuno può possedere e consumare, ma non è altrettanto folle morire di fame oggi? Non so.... È troppo facile parlare e scrivere così, è troppo facile lucrare sugli aiuti (come la storia stessa della Cambogia ci insegna), ma visitando questo povero, meraviglioso paese ti accorgi che oltre ai problemi appena accennati ce n'è uno ancora più grande ovvero decidere se il suo prossimo sviluppo sarà sulla strada della sostenibilità ambientale oppure dello sfruttamento. Considerando il livello di corruzione del paese e sapendo che Cinesi e Sud Coreani stanno letteralmente comprando pezzi della Cambogia, la realtà sembra essere dura e sconfortante...


La testa scoppia, mi accorgo che tutto non ci sta e finisce per restare sullo sfondo di una pagina, di una vacanza...
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I templi di Angkor sono stupendi. Nell'insieme rappresentano il più grande sito religioso esistente al mondo, simbolo terreno del Monte Meru, l'Olimpo degli hinduisti e la dimora di antichissime divinità.

Essendo templi all'aperto, tra la giungla e la natura, la fede e Diego si sono divertiti ad arrampicarsi e camminare. Radici giganti, scimmie, monaci, incensi da accendere, spostamenti in tuk tuk, musica da strumenti tradizionali, elefanti, piante rampicanti, ai loro occhi è stata una grande avventura alla ricerca di quello che, per gioco e per creare una trama alla loro storia, abbiamo chiamato "il signor Budda".

Abbiamo trascorso 5 giorni nel sito di Angkor. Quando siamo partiti mi sembravano sufficienti, mentre checco ne era un po' spaventato (5 giorni di templi?).... Al secondo giorno, dopo aver visitato il Ta Prohm (famoso per le scene del film Tomb Raider con Angelina Jolie ;), giusto per capirci) che è stato eletto il tempio preferito da tutta la famiglia, abbiamo capito che cinque giorni sarebbero stati appena sufficienti per penetrate leggermente nella magia di questi luoghi.

Complici tanti fattori: un clima perfetto; l'aver trovato un ottimo ristorante italiano (il Forno) per le nostre cene; buonissima cucina khmer locale per i nostri pranzi (generalmente pollo al curry con verdure e latte di cocco); Fede e Diego molto bravi e flessibili; la piscina dell'hotel; la colazione a buffet per la gioia dei bambini che sceglievano da soli cosa mangiare e dove sedersi (di solito uno dei tavoli bassi  dove si mangia a gambe incrociate secondo l'usanza asiatica e che lasciava me e checco tutti anchilosati); un fantastico giro in quad a cui ha partecipato tutta la family, alla scoperta della campagna di Siem Reap, tra villaggi, polvere, bufali d'acqua e risaie; il circo Phare, con molti degli artisti che sono ex ragazzi di strada www.pharecambodiancircus.org ; il nostro fidato autista personale Mao, con il suo tuk tuk sempre puntuale e gentile sulle strade piene di buche; le storie delle persone che incontriamo...

Gli occhi a poco a poco si riempiono di usanze diverse (avete mai assaggiato la tarantola fritta? Noi no..... Ahahahahahah.... Però qui era una prelibatezza).


Spostandoci a sud, al mare, sono anche i colori a conquistarci. L'acqua turchese, i tramonti, le palme e le casuarine. La nostra base è nel piccolo villaggio di Otres, dove arriviamo giusto in tempo per una surreale cena di Natale con i proprietari della guesthouse (aperta 5 giorni prima), il loro staff e alcuni ospiti. Senza capire bene dove ci troviamo assistiamo ai concerti dell'Otres Market per la vigilia di Natale (l'età mia e di checco supera ampiamente quella media degli altri spettatori), torniamo al nostro bungalow per scoprire che si è completamente allagato e ci sottomettiamo ai ritmi vacanzieri mentre io cerco di salvare il salvabile, la fede ride, Diego corre eccitato, checco dice che i letti non sono bagnati quindi si può rimanere, il proprietario è rimasto al concerto e suo figlio non sa dove mettere le mani!
Facciamo un trasloco lampo in un nuovo bungalow sotto la luna piena e comincia la nostra parentesi di mare e relax, con altri incontri interessanti (Francesco dell'eataly su tutti), barca a vela e giornate intere sulla spiaggia.


A seguire mitico viaggio in macchina di oltre cinque ore dalla costa alla capitale, Phnom Penh, lungo quella che la guida definisce la migliore strada del paese e che a noi sembra una lunga lingua  polverosa, ora piena di buche, ora in migliori condizioni, senza illuminazione, lungo la quale si affollano case, capanne, bufali, palafitte, studenti, negozietti, caselli autostradali per il pedaggio, parcheggi, ragazzini che giocano, camion e macchine, moto e motorini, tutti che sfanalano e abbagliano per poi essere inghiottiti come un unico corpo dalle palme e dalla giungla.




All'improvviso si arriva a Phnom Penh, piccola e ordinata con il suo caos così diverso dalla Cina. Non ci sono, fortunatamente, grattacieli e la città si distribuisce lungo una griglia di strade che si incrociano, verticali ed orizzontali.

Filo spinato, traffico, la città va a letto presto e presto si sveglia, intorno alle 4 e mezza del mattino la gente esce dalle case, dai negozi dove ha dormito per terra, dai cartoni stesi sulla strada, dal torpore del freddo della notte e si mette in movimento.

Per dove o per cosa non ci è stato chiaro, tre giorni non sono sufficienti per capire e neppure per intuire.
Mandiamo giù senza digerire.

Poi un'altra giornata da turisti ci facilita il pensiero e ci avvolge.


Mercato russo, per comprare le marche di abbigliamento prodotte qui oppure in Vietnam (in fabbriche dormitorio che vediamo lungo la strada) e vendute a 5 dollari (il paese ha una propria valuta, il riel, ma ovunque sono accettati e spesso preferiti i dollari. Molte banche hanno i bancomat in dollari); il Museo Nazionale (che ospita una piccola ma bellissima, la più importante al mondo, collezione di sculture khmer) e lo straziante Tuol Sleng (un liceo che nel 1975 fu occupato dalle forze di sicurezza di Pol Pot, adibito a carcere di massima sicurezza con il nome di S-21 e trasformato nel principale centro di detenzione e tortura del paese) che, a due passi l'uno dall'altro, rappresentano il meglio e il peggio della Cambogia; una bellissima crociera sul Mekong al tramonto dove, tra birra, noccioline e banane fritte, incontriamo un ingegnere italiano arrivato in Cambogia una settimana prima, disperato per la condizione lavorativa nel nostro paese e una famiglia americana con due bambini che fanno subito amicizia con la fede e Diego.





L'ingegnere ci racconta di aver passato 5 giorni su un un taxi, facendosi accompagnare dal taxista presso aziende che cercano stranieri da assumere. A detta sua le offerte di lavoro che ha ricevuto sono tante e interessanti perché in Cambogia c'è tutto da fare (o da rifare).

La famiglia americana verrà poi con noi a cena. Ha vissuto 18 mesi in Nuova Zelanda a seguito del lavoro di medico del papà, Matt. Ora sta viaggiando tra Cambogia e Vietnam per le vacanze di Natale. È stato un bell'incontro, di quelli carichi di empatia ed energia.







Poi c'è giusto il tempo di assistere ad una lezione di kick boxing (non chiamatela thai box qui in Cambogia!), un bagno in piscina mentre dodo dorme, preparare le valigie e fare il brindisi di Capodanno (con Diego che tutto felice grida auguri! mentre tira una pallonata in aria che colpisce con precisione il bicchiere di vetro di checco mandandolo in frantumi....!).


A letto presto perché l'aereo domani mattina è altrettanto presto, ci addormentiamo con i primi botti del nuovo anno sullo sfondo di una giornata piena...

Il 2016 porta con sé un primo desiderio, poter tornare in questo stupendo paese...
















venerdì 4 dicembre 2015

Fragole a Natale...



È finita da poco la stagione dell'anguria e delle ciabatte infradito ed ecco che, qui a Xiamen, inizia già quella delle fragole, per la gioia di Diego e della Fede... Ne vanno ghiottissimi e a me fa piacere prepararle perché hanno un profumo dolce e avvolgente. Se chiudo gli occhi, però, quell'odore non può che riportarmi alla primavera.
Quando arrivavano le fragole significava che l'inverno era finito, che i colori tornavano sul banco del fruttivendolo e negli armadi, l'aria si addolciva... È stranissimo avere le fragole di stagione in autunno, con l'inverno che non è ancora iniziato e l'albero di Natale, fatto domenica scorsa, che mi guarda sornione dal soggiorno... Strano ma bello, come è strano sentire freddo con 20 gradi e mettere il piumino con 18...non c'è storia, si cambia si cambia e si cambia. Il paese dove vivi ti plasma e ovviamente le sensazioni del corpo sono le prime a parlare...



L'altro giorno ho ricevuto un messaggio su una chat di gruppo; una mamma avvisava che nella scuola di sua figlia c'erano casi di varicella e quindi di fare attenzione. Poi sono partiti i commenti di altre mamme, chi era preoccupata, chi chiedeva la traduzione in cinese, chi voleva sapere dove era esattamente la scuola e chi... Voleva organizzare un chicken pox party! Ovvero una festa della varicella.
Funziona così (almeno negli Stati Uniti, in Belgio, in Russia e nel Regno Unito): se c'è qualche bambino malato, si organizza una festicciola dove i genitori possono portare i loro bimbi perché vengano infettati dal virus e si ammalino, preferiblemente in un periodo "prestabilito" (lontano da una vacanza programmata, da Natale oppure da un viaggio di lavoro di uno dei genitori)...
Cosa succede in Italia? Le cose sono cambiate oppure ancora si trema alla parola varicella e il bambino malato viene messo in quarantena? :)
A me comunque i parties sembrano una pazzia... Se mio figlio si deve ammalare si ammalera'... Ma andarsela a cercare di proposito.....tutto per immunizzare il tuo bambino??!!






Sul fronte scuola / lavoro tutto procede, la fede è sempre impegnata nella lettura e nella scrittura. La scorsa settimana è arrivata la pagella del primo trimestre con risultati molto buoni. Diego canticchia Jingle Bells più altre canzoncine in cinese e quando può si nasconde dietro all'albero di Natale a mangiare i cioccolatini del calendario dell'avvento...
Ci prepariamo alla partenza per la Cambogia il 19 di dicembre... La fede sta pensando ad un modo per avvertire Babbo Natale che non saremo in casa il 25 ma di portare ugualmente i doni...


Sul fronte casa è un piccolo disastro... Non solo la costruzione del mega albergo davanti al nostro condominio continua (ora siamo alla fase di scavo dei buchi per le fondamenta), ma la nostra padrona ci ha comunicato che intende vendere l'appartamento.... Quindi potrebbe darsi che dietro l'angolo ci (mi) attenda un nuovo trasloco... Magari in una casa tradizionale ...bottega, ufficio, casa, stendino, cucina, zona pranzo, zona notte, ripostiglio, tutto incorporato....notare il box per i bambini fatto con le canne di bambù...bellissimo!!! Forse solo un po' piccolo per i nostri standard di spazio....però se ti devi adattare sin da piccolo ad averne poco e a doverlo condividere...è il massimo, no?












Chiudo con una carrellata di foto dell'autunno a Xiamen... Molto felice di essere qui ma con un po' di nostalgia di castagne, foglie multicolori che cadono dagli alberi, caminetti scoppiettanti...

A presto dalla Cambogia, dove ci saranno di nuovo 35 gradi!!!
Buon Natale e Buon Anno!!! X
















Questa è una piccola chicca...come si fanno i numeri in cinese con le mani? Ovviamente in modo molto diverso dal nostro. Può essere utile se dovete contrattare sul prezzo di qualcosa, al mercato o per un taxi...


Fede e Dodo al parco...


Come si svuotano le zucche per Halloween?
Sto iniziando a capire lo spirito di questa festa che prima non mi diceva molto, adesso se vi devo dire la verità quasi quasi la preferisco al Carnevale...


Non a casa nostra....a casa degli altri ci si diverte di più!!!


Halloween in varie declinazioni...







 In bici per le vie di Xiamen, alla scoperta della città...mattinata con le mie amiche, abbiamo visitato stradine di mercati, negozi di libri e stampe, alcuni templi buddisti...
L'organizzatrice del tour è Geertjie, una mamma olandese che nel tempo libero ha coltivato un hobby rendendolo un piccolo business: organizza giri in bici per i turisti, per ora i suoi migliori clienti sono i membri dell'equipaggio della KLM (compagnia di bandiera olandese) che quando arrivano a Xiamen dopo un volo intercontinentale devono fare una sosta di due giorni almeno, per contrato, e sono ben felici di avventurarsi per questa Cina un po' insolita...
Generalmente sull'altare dei templi  si trovano due semi, come grossi fagioli, dalla forma a mezzaluna, rossi, con una parte liscia e una bombata. I fedeli possono lanciarli come se fossero dei dadi, per avere una risposta ad una domanda che sta loro a cuore. Se i semi cadono con le due parti lisce rivolte verso l'alto, significa che il Budda ride. Le due parti curve verso l'alto invece non hanno significato. Una parte liscia e una curva significano "Si". La tradizione vuole che non si possa rifare la stessa domanda una seconda volta, ma è concesso, per esempio, chiedere la stessa cosa in modo diverso. "Andrà bene il colloquio di domani"? può diventare "Settimana prossima avrò un lavoro"? 
Questa spiegazione del modo di interpretare il lancio dei semi (la risata, la mancanza di significato e la possibilità di aggirare un ostacolo con l'astuzia)  riflettono tantissimo la cultura cinese e l'atteggiamento dei cinesi di fronte alla vita.
S
Per esempio, soprattutto in pubblico, dire di no apertamente può far perdere la faccia a sé oppure al proprio interlocutore, di conseguenza la religione riflette e si fa riflesso di un costume nazionale.


Soldi falsi da bruciare in particolari cerimonie, secondo il calendario lunare, per omaggiare gli antenati. Qui ce n'è una carriola intera...


Porte cinesi...

Tutti in bici!


E per finire...zuppetta di scorpione! (solo fotografata, non assaggiata...non è nelle mie corde...).


Queste le altre pagine del libro della Fede!