lunedì 28 ottobre 2013

Ascensore

Ho appena preso l'ascensore in pigiama per andare un attimo a portare una cosa alla vicina simpatica del 15° piano...mi sto cinesizzando...aiutoooooo

E' mezzogiorno, nell'edifico ci sono due ascensori e di solito a quest'ora non c'è mai molto movimento...ovviamente ho incontrato persone in ascensore sia a salire che a scendere...che figuraaaaaaa...una laowai (straniera) in pigiama in ascensore...se la ridevano di brutto

AHAHAHA

Ps: sono in pigiama perchè si sta più comodi, non pensate che sia una fannullona, oggi ero in piscina a nuotare alle 7.45 del mattino!!!! Altro che....coda di paglia!!!



Inoltre: in Cina anche gli ascensori sono strani. Ce ne sono due, appunto.
Noi abitiamo al 3° piano; quando chiami l'ascensore la chiami o con il tasto per salire o con quello per scendere, non c'è un unico pulsante.
Se c'è una delle due ascensori al 5° piano e l'altra al 32°, secondo voi quale arriva????
Se avete pensato "la seconda che hai scritto" state entrando in sintonia con questo paese.
...o c'è una legge della fisica che ignoro?

Ah, i tasti per chiamare l'ascensore sono anche in casa, molto comodo...

Baciiiiiiiiii


domenica 20 ottobre 2013

NON E' UN PAESE PER PASSEGGINI PARTE II

La puntata non era completa senza l'immagine del modello principale di passeggino cinese:



E inoltre, fuori tema ma bellissimo:

http://www.youtube.com/watch?v=KkFV-npSQaI

ahahahahaha


martedì 15 ottobre 2013

NON E' UN PAESE PER PASSEGGINI

Eccoci di nuovo in Cina, dopo un'estate volata via velocissimamente trascorsa in Italia, tra Varese, Gamberale e Firenze, sempre con le mie amate valigie al seguito.
So che vi sono mancata molto, cercherò di scrivere post più frequenti e più brevi, di mettere più foto, così accontento tutti i lettori, ok? ahahah

Questi quattro mesi trascorsi dall'ultima puntata si possono riassumere con questa fotografia:


Insomma sono stati quattro mesi a base di due uomini, della loro vicinanza o lontananza!
E' nato alla 40esima settimana spaccata il nostro piccolo, caro DIEGO. Preciso fin dalla sua prima apparizione, continua ad essere un adorabile orologio svizzero che fa quattro pasti dal suo ventiduesimo giorno, potrebbe timbrare il cartellino 5am/9,30 am/2 pm/7pm...La Fede lo adora e lui è proprio un bambino buono e tranquillo.

L'altro uomo è ovviamente Checchino, siamo tornati ai primi tempi della lontananza, moltiplicando kilometri e tempi, da Varese-Firenze ogni due settimane siamo passati a Varese-Xiamen ogni mese...ma adesso siamo di nuovo insieme...tutti e quattro!

La Cina ci ha accolto con 34 gradi e un tasso di umidità importante, una specie di schiaffo bagnato in pieno viso che unito al jat lag non ha aiutato a riambientarci. Come quando non riconosci i rumori di una casa. In più c'erano e ci sono due special guests di tutto rispetto, i miei suoceri Raffa & Rita, che hanno avuto il coraggio di unirsi a noi in questa avventura fino a Gennaio e il cuore di aiutarmi con i bambini durante il volo e per tutta la loro permanenza qui.
Non è una passeggiata per loro: GRAZIE MILLE.

Di solito portano Diego a spasso con il passeggino in giardino. Dopo i primi due giorni Rita mi dice:
"Io ho già capito, sono sudici. Io sto bene qui, nel giardino, è bellissimo. Ho già visto quello che c'è da vedere. Io non esco dal recinto...........!?"
Aiutoooooooo....non esci di casa per quattro mesi?
Il commento più bello l'ha fatto la Kissy che mi ha scritto: "Merda...poi si abitua dai...a dicembre avrà imparato a scatarrare per strada...!"
In effetti già ora vanno al parco, dal panettiere, dal macellaio, al supermercatino e in banca...senza parlare nè inglese nè ovviamente cinese.
Troppo forte anche mio suocero che di solito è un tipo che mangia tutto. La prima settimana facciamo il brodo e poi mangiamo il lesso. Lui: no no, grazie, non so da dove viene la carne. Io: sì sì voglio vedere tra un paio di mesi. E' bastato arrivare alla settimana successiva perchè si leccasse i baffi davanti al pollo usato per fare il brodo...pur senza conoscerne la provenienza (di solito Raffa lo compra direttamente dal contadino...).

Parlavo con un conoscente brasiliano che mi chiedeva di Raffa e Rita, mi diceva che i suoi genitori non verranno (anche loro hanno due bambini), mentre quelli della moglie addirittura hanno detto di avere PAURA e che loro sono PAZZI ad essere qui... (In effetti capisco venire dall'Italia che è un paese della vecchia Europa, in crisi, ma dal Brasile...BRIC......BRIC....
Qualche domanda me la sto cominciando a fare anche io ma non sono ancora abbastanza in confidenza per porre la questione).

Per il resto ora sono nella fase "non sopporto i Cinesi". Dicono che è un normale momento di rigetto, che poi passa e ci si abitua.
Come abituarsi a questi costumi da bagno?


Come abituarsi al fatto che se passeggi con il carrozzino tutti ti sorridono con aria benevola, indicano il neonato e dicono che è bello, poi però lo devono toccare, è un'esigenza fisica e mentale, senza toccarlo stanno male?

Il passeggino è un capitolo a parte. Visto che qui si parcheggia sui marciapiedi, dove passare? Idea, passo nel parco ma per entrare nel parco ci sono i tornelli così i motorini elettrici non hanno accesso, ma nemmeno noi, quindi solleviamo il passeggino. I Cinesi sono gentili ti aiutano sempre, però non ti fidi mai completamente, soprattutto con due file di tornelli una di seguito all'altra potrebbero non farcela, così mingherlini!!!!
Quando finalmente entri nel parco tutti a toccare il bambino oppure il materassino del passeggino, perchè qui non si usa. I passeggini hanno un fondo più duro dei nostri, al massimo ci inseriscono dentro una stuoina di bambù, quindi per capire bene come è fatto il suddetto materassino è necessario toccare.
Già non sono puliti di loro. Aggiungi che verso l'anno ai bimbi viene tolto il pannolino e per facilitare la fase dell'indipendenza urinaria non gli mettono le mutande, ma solo dei pantaloni con uno spacco dal sedere alla patta, diciamo che lo sclero quando li vedo avvicinarsi è abbastanza lecito.
Poi la cosa assurda è che più tu ti ritrai, tipo girandoti di spalle o coprendo il bambino, più loro si avvicinano parlandoti in cinese.

Sabato siamo stati al parco per circa tre ore, e tutto il tempo un bambino con il pisello di fuori ha giocato intorno alla Fede- cioè non di fuori, dentro questi pantaloni senza mutande ma con apertura. Vi assicuro che l'apertura è grande. La Fede non ha detto nulla, ma chissà il suo subconscio e il suo inconscio quanto stanno lavorando??????

Ho assistito alla fuoriuscita di pipì. Non ho ancora assistito alla fuoriuscita di cacca. Attendo con trepidazione.

Io non mi ricordo più una parola di cinese, quindi mi sono buttata sulle amicizie expats, ovvero le mamme e i papà delle amichette di scuola della Fede.
Forse però non mi ricordo più nemmeno l'inglese, perchè dico frasi del tipo: mia figlia è quella con i pantaloni con le cannucce (invece che con le strisce)...A mia discolpa c'è da dire che questi genitori sono tutti ammericani o from UK e fanno tutti i teachers, era più facile capire la mia amica indiana...

Oggi Diego compie tre mesi e io ho il cagotto da tre giorni (scusate questo post un pò scurrile)...se gioco tre alla lotteria cinese forse vinco la cifra corrispondente ai 750 euro necessari per comprarci una lavastoviglie, mio oggetto del desiderio attuale, da vera casalinga quale sono.
La cifra però è scontata, perchè il prezzo pieno è 950 euro. La padrona di casa non ce la vuole comprare, i Cinesi non la usano. Peccato.
Peccato anche che lo sconto lo facevano solo nella settimana del primo ottobre, perchè era festa nazionale.
Nell'indecisione ci siamo lasciati scappare l'offerta e ora non me la sento di fare spese pazze.
Due sono i casi:
- nel nostro prossimo viaggio a Hong Kong potremmo fare una deviazione a Macao, al casinò
- comprare una lavatrice cinese e non una Siemens (unica marca per altro disponibile, vi giuro che io non mi ero impuntata ma qui è proprio un oggetto che non vende). Eccola nel dettaglio, fuori da un ristorantino:


Vi prego notate il deposito nerastro filamentoso sul fondo della lavastoviglie...ops ma è una vaschetta per fare il bagno ai bebè, allora siamo a posto, posso rubarla a Diego!


Aggiornamenti dalla puntata "rotoli di cartigienica": a caso ho comprato dei rotoli senza rotolo, sono solo carta, un pò scomodini da armeggiare...

La Fede si è tagliata i capelli e qui non si usa la poltrona per il lavaggio della testa, ma la sdraio!!! Che bello!!! Punto a favore dei Cinesi...siamo 163857678657834 milioni a 1.










VABBE' BISOGNA PRENDERE LA VITA CON FILOSOFIA!!!

Scrivete numerosi
Baci


lunedì 20 maggio 2013

Il mio migliore amico è il deumidificatore

Buon pomeriggio a tutti voi lettori affezionati che siete molto tristi perchè passò parecchio tempo dall'ultimo post...me ne dispiaccio ma qui la vita comincia a farsi dura causa temperature tropicali, a cui siamo decisamente impreparati...la voglia di mettersi davanti a un pc che emana calore non sempre prevale...
A detta di molti amici italiani che sono qui a Xiamen da qualche anno, questa stagione è particolarmente strana perchè sta piovendo ancora molto e di conseguenza il caldo è arrivato tardi...cq tutto è relativo visto che a marzo, con 35 gradi, la gente girava in piumino!
In ogni caso, fa caldo.
Fa caldo umido, per essere precisi.
Questo significa che i primi giorni, non sapendo come porci dinnanzi a queste temperature, lasciavamo tutte le finestre spalancate, almeno la mattina e la sera. Grosso errore.
Il risultato è stato:
- pavimenti di piastrelle bagnati, nel senso che letteralmente sembrava avessimo appena dato il mocio. Abbiamo pattinato in cucina
- muri di piastrelle che sudavano anche loro poverini, formando pozze d'acqua alla base. Effetto "Ho appena finito la doccia" ovunque
- qualsiasi alimento lasciato all'aria aperta o non sigillato diventava molle, flaccido e immangiabile nel giro di una ventina di minuti (pane, biscotti, cracker, corn flakes)
- capelli impettinabili, gonfi
- almeno due docce al giorno

Poi abbiamo scoperto che la nostra meravigliosa casa è dotata di deumidificatori in ogni stanza e da lì nulla è stato più come prima. La mattina e la sera facciamo cambiare un pò l'aria e poi, nostro malgrado, si chiudono tutte le finestre e si pompano i deumidificatori. Che bellezza!!!!!
Nei negozi e nei luoghi pubblici purtroppo non c'è l'opzione deumidificante, si viaggia solo ad aria condizionata a palla, fa veramente freddo...quindi si passa da 40 gradi fuori a 16 gradi dentro...anche nei taxi. Al nostro driver abbiamo imposto i finestrini abbassati, ma capiamo che soffre perchè quando arriva a prenderci ha sempre l'aria al massimo e la macchina è un vero freezer....poi appena saliamo, ci guarda sconsolato e la spenge.
Spesso la sera, per la troppa umidità, scoppiano dei temporali "importanti", veri e propri diluvi con lampi, tuoni e tantissimaaaaaaaaa acqua...l'altro giorno ero in macchina con la fede e andavamo a scuola. Molti tunnel lungo il tragitto erano chiusi perchè allagati, la maestra ci ha detto che mentre veniva quella mattina al lavoro, ha incontrato alcune persone in barca...per strada!!!!
Veramente questo è un popolo PRATICO!!!!
Tutti si sono sentiti in dovere e nella possibilità di guidare ancora peggio del solito: quindi macchine nei viali pedonali, controsenso in ogni direzione, clacson a tutto andare, quattro frecce; il nostro driver ha preso una multa perchè si è infilato in una strada allagata, ma lui ci voleva passare lo stesso.


Poi come al solito abbiamo evitato un incidente per un soffio. La Fede, che è sempre più saggia, non si è scomposta. Si è solo girata verso di me e mi ha detto: "Mamma, è meglio se torniamo qualche mese in Italia. Non preoccuparti, lasciamoli stare questi cinesi"................................

Sono poi accaduti una serie di eventi positivi:

- dopo un lungo cercare e assaggiare biscotti dai sapori improponibili oggi ho trovato i savoiardi in un negozio!!!! Questo significa che posso preparare il tiramisù!!!! Un dolce, un dolce italiano, una cosa buona!!!!!!!!
- ho trovato una piscina bellissima, grande e soprattutto pulita. Acqua pulita, senza sputi. Spogliatoi puliti, senza sputi. C'è una vasca da 25 mt indoor, una vasca outdoor da 50 mt, uno spazio bimbi e mille vaschette idromassaggio a differenti temperature, con getti d'acqua per ogni gusto. M E R A V I G L I O SO
La cosa strana è che non c'è mai tanta gente (secondo me per lo strano rapporto che i cinesi hanno con l'acqua, di cui vi ho già parlato - E questo strano rapporto ce l'hanno anche con il freddo, non solo con l'acqua fredda, ma con i cibi freddi in genere, ecco perchè alcuni cibi, come ad esempio il gelato, non piacciono o non vengono "capiti"). Comunque meglio non farsi troppe domande e soprattutto raccontare a meno persone possibili questa scoperta!!!! Ah, la piscina è dietro casa;))))))).
- io e checco abbiamo iniziato ad apprezzare l'arte orientale del massaggio.
Farsi massaggiare costa pochissimo (ad esempio un massaggio ai piedi di un'ora costa un pò meno di 9 euro nel posto dove vado io, un massaggio a tutto il corpo, sempre di un'ora, costa circa 25 euro nel posto più chic dove va checco). Tutti si fanno massaggiare, è una pratica molto popolare collegata soprattutto alla riflessologia. Ci sono SPA, beauty center o semplici negozietti di strada, stile i nostri barbieri, con una fila di poltrone e di massaggiatori pronti ad intervenire. E poi negozi su negozi di poltrone da massaggio per casa propria, vaschette per pedilluvio e massaggio, di quelle elettriche (tipo frullatore o vaporiera, ma che fa il massaggio ai piedi). Nei supermercati ci sono interi reparti per questi articoli e parecchie della case che abbiamo visto prima di scegliere quella in cui viviamo attualmente avevano una poltrona da massaggio in camera (insieme ad un orso di peluche gigante....anche in questo caso, meglio non farsi troppe domande. Nelle pubblicità degli appartamenti lussuosi, nelle foto della camera da letto, c'è quasi sempre un orso di peluche sul letto...).
- La Fede sta imparando ad andare in bici!!! Con molta cautela, ha un pò paura della velocità....


Prende anche sempre il timbrino sulla sua tesserina dell'"English Corner",ogni mattina. Quando la tessera è piena, i bimbi ricevono un regalino.



ciao ciao!!!!
La data del rientro si avvicina e alla lista dei cibi aggiungo:
gelato!!!!!

mercoledì 1 maggio 2013

CINESATE

Sono trascorsi due mesi da quando abbiamo raggiunto queste lande orientali, eppure tante cose mi sembrano ancora così strane, così lontane dal nostro modo di pensare o agire. Questo, da certi punti di vista, mi conforta...vuol dire che sono ancora sana!! ahahaha

Ecco un piccolo elenco di quelle che definirei "cinesate"...

- CARTA IGIENICA: qui si trovano moltissime tipologie di carta igienica. Ma non sono solo differenze di marca, come da noi; non solo diversità di rotolo (normale, doppio, salvaspazio), no, la questione principale, che viene dibattuta anche in ufficio durante le pause caffè tra i colleghi di checco, con molto ardore ovviamente, riguarda lo spessore della carta. Si trovano carte da 80 gr fino ai 220 gr, diversi calibri insomma, e ovviamente più la carta è spessa più uno si pulisce con gusto...salvo poi intasare lo scarico del wc. Questa è un'altra storia che narrerò brevemente. Non ho ben compreso i principi di edilizia e di fisica che governano il mondo dei wc e degli scarichi in Cina, fatto è che qui le toilettes hanno sempre una ventina di cm di acqua al loro interno, quando si tira lo scarico c'è un gran risucchio e tutto viene spazzato via (un pò come negli aerei) per poi tornare a riempirsi di acqua pulita. Però se si butta troppa carta la medesima forma una palla che si apre nello scarico e lo ostruisce. Quindi in tutte le toilette cinesi si raccomanda di non gettare la carta direttamente nel wc, ma nell'apposito cestino a lato. Io e Checco, durante le sessioni più impegnative, tiriamo l'acqua a più riprese, per paura di intasare tutto, perchè la carta sporca non ce la sentiamo di buttarla nel cestino, insomma, non ci pare molto igienico....ecco quindi che il wc ci si intasò un brutto giorno...lesto arrivò l'omino per sturarlo, con apposita macchina dotata di pompetta da inserire nel wc per aspirare tutto. Purtroppo il nostro ingorgo era molto strano, chè suddetta pompetta non funzionò. Io offrii un paio di guanti di plastica all'omino, ma lui preferì inserire direttamente il braccio fin dove poteva nel nostro cesso (qui è la parola più adatta), per bene comprendere la causa dell'otturazione. Tralascio la scena successiva. Alla fine dell'operazione l'omino ripulì tutto con la sua pezzolina e poi mi chiese di potersi lavare e asciugare le mani. Offrii un pezzo di scottex per l'asciugatura, non me la sentii di porgere il nostro asciugamano degli ospiti.

Da quel momento abbiamo scelto carta igienica a medio peso, intorno ai 160-180 grammi.

- CELLOPHANE: in Cina tutti o quasi gli oggetti nuovi sono avvolti in cellophane scricchiolante, lucido e trasparente. Se l'uso lo consente, tale cellophane non viene tolto. 


Non chiedetemi perchè. E' così e basta. Cercare di capire suona maleducato. Ecco quindi paralumi avvolti da cellophane, maniglie delle porte, alette parasole nelle auto, telai di biciclette, schermi delle televisioni, telecomandi, schermi dei citofoni, porte delle ascensori (in questi ultimi casi non si tratta proprio di cellophane ma di pellicola, di quella che io dopo 5 minuti non resisto e devo togliere assolutamente). In casa, dopo poco che abitavamo qui, ho tolto il cellophane dalle maniglie delle porte e dalle lampade. L'ho lasciato su due paralumi vicino al nostro letto, come ricordo. Mi sembrava carino.
Secondo Checco dovremo ripagare tutti i cellophane con la caparra quando usciremo dall'appartamento. 

- COLLANT E VESTITI: di tutti i colori, le fantasie, meglio se a cuoricini, orsetti, con fiocchetti, ecc. Ma il vero must sono le mini gonne cortissime o gli short quasi invisibili da cui si vede chiaramente il pezzo finale del collant, quello più scuro e orizzontale, con effetto orripilante. Un altro must è la smagliatura, forse la trovano molto cool. Ecco quindi ragazze molto eleganti, vestite di tutto punto, con collant smagliato. La percentuale è troppo alta per pensare ad una casualità. 
Le scarpe, come già detto, sono con tacco vertiginoso. Verso sera, però, spuntano dalle borsette le ciabatte che sostituiscono la scarpa taccata. Peccato che siano le loro ciabatte, di plastica che più plastica non si può, preferibilmente rosa o gialle quasi fosforescenti.

E poi tutti fuori in pigiama. Non tanto in centro, ma per una piccola commissione nel negozio sotto casa, oppure per portare a spasso il cane, o per far passeggiare il bambino in giardino. Perchè vestirsi e poi svestirsi? Meglio direttamente in pigiama. L'alternativa è lasciarsi il pigiama sotto ai vestiti, soprattutto per i bambini. Quindi li vedi giocare a 30 gradi con i pantaloni normali, magari arrotolati (forse perchè fa caldo???) e sotto il pigiama...
Dove invece i cinesi eccellono? Negli abbinamenti e nelle fantasia. Più pizzi, pois, merletti, trine, colli e colletti ci sono, meglio è. Poi, se è possibile abbinare un pizzo a una gonna a pieghe e una camicia a pois è perfetto. Si aggiunge una scarpa con tacco profilato oro e una bella borsetta a forma di animale, preferibilmente con le orecchie. Per i bambini code, orecchie, accessori pelosi sono fondamentali, pare.

- PIANTE NEI VASETTI DI VETRO: questa è una cosa carina che si riscontra ovunque.

In tutte le case, negli uffici, nelle scuole ci sono questi vasetti di vetro con l'acqua e le piantine verdi, quelle comuni che si trovano anche da noi, ma qui non sono nella terra, bensì semplicemente nell'acqua. Noi ne abbiamo quattro vasetti ereditati dalla padrona di casa. 
Abbiamo ereditato anche delle belle piante, abbastanza sobrie. Dico così perchè, come da tradizione, i cinesi amano circondarsi di piante in vasi alti almeno 80 cm, ma ne ho visti anche di 1 metro - 1 metro e mezzo, meglio se rossi, con scritte beneauguranti in caratteri antichi, tutte belle piene di fiocchetti e nastrini rossi e qualche girandola.
All'esterno, nei parchi o lungo le strade, le piante sono decorate sempre con gli immancabili nastri rossi, oltre a lucine e lanterne, appese anche sui balconi e fuori dalla porte.

- ACQUA: l'acqua che ti viene offerta, dal dottore, nelle case, a scuola, ovunque, è sempre calda. Sempre. Nei ristoranti, inclusa nel coperto, c'è l'acqua calda. I cinesi pasteggiano con e bevono acqua calda. Anche nei dispenser dell'acqua, quelli con i boccioni, le due opzioni caldo - freddo sono state sostituite da caldo - bollente. Noi stranieri chiediamo e otteniamo acqua fredda, probabilmente con (non capiamo nulla).

- MATRIMONI: Xiamen è una città di mare e turistica, con un bel clima, quindi sono moltissime le giovani coppie che si vengono a sposare qui. O meglio, mi correggo, sono molti le coppie che si sposano e poi vengono qui a fare il servizio fotografico. Con pulmino, troupe, fotografi, aiutanti, truccatrice e pettinatrice, vedi questi sposi negli angoli più belli della città che si mettono in posa.
Quando dico vedi intendo che in un giorno può capitare di vederne almeno 30, se poi è un finesettimana di sole allora anche un centinaio di coppie, ognuna con la sua troupe. A volte li vedi un pò stanchi, seduti ad aspettare il momento giusto, il ritocco. Gli abiti sono bellissimi, troppo sfarzosi per i miei gusti, tutti pomposi e da favola, principalmente di stile occidentale. Alla fede piacciono tantissimo, vuole sempre fermarsi a guardare la sposa, soprattutto quando la truccano o la pettinano. Spesso viene chiamata per fare una foto insieme ai festeggiati, con l'immancabile posa con le dita a V.
Le spose, sotto ai vestiti, hanno le ciabatte, sempre loro. 
Il massimo è sposarsi durante il Capodanno Cinese, ma i prezzi salgono.
Anche le coppie che aspettano un bimbo/a (qui è illegale sapere il sesso del nascituro perchè c'è ancora una netta preferenza per il figlio maschio e si vogliono quindi evitare aborti di bambine) si prenotano per un servizio fotografico. Le future mamme con aria sognante indossano questi vestiti di stoffa leggera, spumosa, e con la pancia scoperta posano per il fotografo. Spesso, mi hanno raccontato, le coppie scelgono ambientazioni esotiche: odalische e danzatrici indiane vanno per la maggiore...le mani del papà sul pancione scoperto e click. Altra cosa molto gettonata è la foto del pancione "travestito" da animaletto: ecco le immancabili orecchie, gli occhi...tipo ovetto kinder!!! Poi le mamme mostrano orgogliose le foto sul loro cellulare. Potrei approfittarne, quasi quasi prenoto un bel servizio...

- MENU': i menù comprendono sempre tante zuppe, tanta verdura, tanta carne. La zuppa "di qualcosa" c'è a colazione, pranzo e cena. A scuola anche a merenda...La Fede vince il premio per la migliore capacità di adattamento, perchè io adesso vado a farmi un bel piatto di pasta per pranzo, a Checco l'ho preparata e messa nella scatolina del pranzo ma lei non ha scelta...ecco il menù settimanale...


Per non sbagliare ho già suggerito un piccolo elenco, assolutamente non esaustivo, a mia mamma (^_^) per quando torniamo io e la Fedina in Italia:
- vitello tonnato casalingo
- cotolette, tantissime, preferibilmente direttamente all'aeroporto
- prosciutto cotto, crudo (da surgelare prima x Toxoplasmosi)
- stracchino
- mozzarella
- ricotta
- ogni tipo di formaggino fresco molle
- pizza in pizzeria
- focaccine, pane, grissini



Ora vado a lavorare un pò...sono arrivati gli scatoloni da una decina di giorni!!!! La consegna è avvenuta alle 8,30 di sera (bè, almeno così sono sicuri di trovare la gente in casa); si presenta l'omino della DHL con classica tenuta da cinese: pantalone elegante - cintura - ciabatte e t-shirt e comincia a caricarsi gli scatoloni sulla schiena!!!! Checco lo ferma e chiede in prestito al negozietto sotto casa un carrellino, per facilitare l'operazione. Verso la fine (avevamo una trentina di scatoloni) compare l'aiutante dell'omino, una donna con tacco e borsetta che porta qualche scatola piccola...ma da dove è saltata fuori questa? Perchè sono così improbabili?



martedì 16 aprile 2013

Mercato di strada


Eccoci a grande richiesta con una nuova puntata di “Cina a prima vista”…ahaha…mi sembra di essere la sceneggiatrice di una soap opera. Allora mettetevi comodi, magari con una bella tazza di tè, prendete esempio dalla Fede…


Avevo annunciato la puntata del mercato ed eccoci qui, con servizio fotografico annesso.
Visitare, acquistare, passeggiare per un mercato in Cina o per lo meno qui a Xiamen può essere un’esperienza piacevole, come leggere un libro o guardare un film per noi “stranieri”, a patto che ci si vada preparati. Il proprio essere deve lasciarsi trasportare senza inibizioni o pregiudizi. Questo significa alcune cose: il naso non deve giudicare, al corpo non deve dare fastidio il fatto di essere toccato, strusciato, spintonato a volte, da moltissime persone, carretti, motorini che viaggiano in ogni senso di marcia – avanti, indietro, di lato – al cuore non deve dispiacere il fatto che la fila non venga rispettata, che nessuno o quasi ti cederà il passo, che se un altro corpo troverà un passaggio prima e più velocemente di te lo sfrutterà, senza pensieri, ma soprattutto la mente deve abbandonare considerazioni animaliste di fronte a tartarughe in vaschette piccolissime pronte per finire nella zuppa, ancora vive, spesso legate; granchi con le zampe legate, rane stipate dentro ceste, pesci e animali di ogni tipo vivi che presto non lo saranno più e tutta la sequenza vita-morte che avviene davanti ai tuoi occhi. Come si faceva “una volta”, come raccontavano le nostre nonne. Qui accade, naturalmente e senza problemi, con una certa dose di pulizia, se vogliamo, di certo molto più che nei paesi arabi e molto, moltissimo meno che da noi, però il sangue viene lavato via subito, ci sono varie taniche di acqua per i diversi lavaggi e passaggi e tutto sommato anche noi abbiamo comprato “al mercato”.

Il mercato c’è tutti i giorni, tutto il giorno. Si vende di tutto, frutta, verdura, carne, polli, conigli, anatre, uova di ogni animale che le possa deporre, pesci, crostacei, molluschi, alghe, funghi, moltissimi prodotti essiccati o disidratati per la zuppa, dai gamberetti ai pesci ai pezzi di carne. Semi, castagne con buccia e già sbucciate, zampe. Tutto è esposto davanti agli occhi dei passanti, quasi sempre per terra appoggiato a delle stuoine o a delle cassette, comunque ad altezza ridotta e comoda per chi è seduto su degli sgabellini; l’acqua dei risciacqui scorre per le stradine, finisce nei tombini o nei canali di scolo insieme a qualche sputo, che dopo un po’ che sei qui non ti ci sei ancora abituato ma ti sembra, nel suo schifo, quasi caratteristico, nel frattempo passa un carretto con scatole di polistirolo che contengono ghiaccio, per conservare meglio il pesce. Una pentola a pressione sbuffa, qualcuno mangia da una ciotola, i bambini come sempre corrono in giro, tutti assaggiano, con le mani nei sacchi di semi, prendo un seme o un gamberetto e sputo il guscio per terra, rimetto la mano nel sacco, tocco la carne, la giro, tocco i soldi, tocco, tocco…

Dopo alcuni iniziali giri nei supermercati alla ricerca di cibo “occidentale”e dopo esserci resi conto che trovare la carne come noi la intendiamo è molto arduo (fettine, parti già pronte per l’uso, magari magre, vaschette sigillate da cellophane confortante, senza che mani e mani e mani abbiano toccato, valutato, appoggiato, alzato, rimesso giù proprio il pezzo di “animale” che TU avevi adocchiato), abbiamo deciso di avventurarci nei vicoli del mercato. Perché al supermercato è così, la carne è tutta esposta all’aria aperta, 200 cosce di pollo, 300 zampe, qualche coda, un pezzo di maiale, e uno la sceglie e la valuta come la frutta e la verdura, ma senza il guantino…allora, ci siamo detti, andiamo alla fonte, prendiamo l’animale ancora vivo, scegliamo il nostro cibo, con la sicurezza che sarà fresco…perché anche al mercato la carne è esposta come al supermercato, ma in aggiunta c’è tutta la parte di animali vivi.
Quindi ci siamo avventurati, io divertita, la Fede inconsapevole e Fra schifato, pronto a difenderci da ogni pericolo ma con una gran voglia di pollo “normale”. Eccoci perciò a fare un giretto di perlustrazione e poi, curiosando qua e là, con gli occhi della Fede sempre più interessati da quello che la circondava (non ha parlato per due ore e mi ha sempre tenuto la mano, non voleva perdere nessun dettaglio) trovare la bancarella che più ci ha saputo trasmettere fiducia…


Senza una parola di cinese sulla lingua, quindi sempre tutto a gesti, ecco chiedere alla signora se possiamo scegliere un pollo, quanto costa, se ce lo può spennare e togliere le interiora…lascio scegliere a Fra la nostra cena, il maschio in questi casi deve avere il suo ruolo e poi ci accorgiamo, guardandoci, che sta succedendo davvero davanti ai nostri occhi…con quelle mani di signora cinese, con quei coltelli su quel ceppo di legno, con l’acqua di quelle taniche, quella calda e quella fredda (cos’è quel verdino color muschio che si intravede dentro alla tanica?), con quel trinciapolli, con quei sacchettini…proviamo, senza troppa convinzione, a coprire gli occhi della Fede, ma a che scopo? Non sta succedendo nulla di male e ci saranno altri 20 bambini intorno che guardano, si infilano, giocano, assistono ogni giorno al lavoro dei loro genitori…lei infatti non fa una piega e tutta felice chiede se per cena ci sarà pollo..ahahahahahah..la signora fa un lavoretto sopraffino, davvero per bene, toglie anche i peletti rimasti con una pinzetta, insiste sulle interiora, ce le vorrebbe proprio dare perché qui sono una parte prelibata, capisce che preferiremmo avere un doppio involucro, sacchetto dentro sacchetto, per portare a casa il nostro trofeo, forse è una richiesta degli occidentali, chissà, qui comunque non ce ne sono molti di europei o simili...Salutiamo la signora e ringraziamo. 

Poi, un po’ storditi, sempre pensando ai racconti della nonna, ai maiali che in campagna si ammazzano a gennaio, al sanguinaccio, ci dirigiamo al reparto del pesce. Ma qui, non so perché, istintivamente non riusciamo a scegliere un pesce dalle vasche, forse assistere alla botta in testa e alla messa nel sacchetto sarebbe troppo: quindi ci pieghiamo, non riusciamo ad accucciarci, e scegliamo 3 bei pesci dalle ceste appoggiate per terra, Checco guarda gli occhi, apre le branchie, dice che uno dei pesci non va bene e se lo fa cambiare, molto esperto, grazie amore che lo fai tu. Chiediamo il doppio sacchettino.
Scegliere le mele dopo il pollo e il pesce ci sembra un gioco da ragazzi. La Fede vede dei coniglietti in una gabbia e mi chiede se anche quelli sono da mangiare. No amore, quelli no…mi sembra sollevata, una bugia a fin di bene. Ci sentiamo cacciatori esausti dopo una battuta di caccia al leone, cerchiamo la strada per uscire dal mercato. Ci perdiamo, o ci lasciamo trasportare, per altre mille stradine, persone, merci, odori. E’ tutto essenziale, non c’è nulla che ci fa davvero voglia, pensiamo al pane cotto a legna, alla porchetta, alle ciambelle con lo zucchero dei nostri mercati, agli odorini piacevoli che ti avvolgono in Italia, e alla fine della spesa ci è praticamente passata la fame…ecco la zona dei tortelli, quelli sì che mi fanno un po’ voglia, una signora prende il ripieno di carne e verdurine tagliate sottili da una ciotola, poi lo posa su una strisciolina di pasta bianca e sottile, una sfoglia di farina di riso e alla fine li chiude, come le sdore romagnole…guardo Checco, “non ci provare” mi dicono i suoi occhi, dopo che sarà nato Diego magari…in effetti è tutto talmente “on the street” che non ho l’ardire di insistere…


Ultime notizie:


- Ho cominciato un corso di cinese, è davvero difficile. Ora so spiccicare qualche parola, qualche frase idiomatica da piazzare al momento giusto. Sabato siamo andati a comprare la bici per la Fede e per me e Checco mi ha confidato che è stata la prima volta che in taxi e in un negozio si è sentito sicuro perché io “parlavo” cinese…seeeeeeeeee ahahahaha. Le frasi che ho detto sono state più o meno “Noi vogliamo bicicletta” al taxista, per fargli capire che si doveva fermare all’altezza dei negozi di biciclette nella strada che stavamo percorrendo (qui i negozi di una certa tipologia di merce, generalmente, sono tutti concentrati. Quindi per esempio trovi 5 negozi di bici uno dietro all’altro, la via dei negozi di vestiti per bambini, il quartiere dei negozi di materiale edile, la via o il pezzo di via dei meccanici, ecc). Che poi bicicletta non lo so dire quindi ho detto “Noi vogliamo”e ho mimato l’atto di andare in bici. Successivamente, alla commessa del negozio ho detto “Quanto costa”?, “Ci fai lo sconto per due bici”?, le ho ripetuto con una lentezza impressionante ed imbarazzante la cifra finale, forse le sono stata simpatica per averci provato e alla fine ho sfoderato un “Lasciaci pensare un attimo” che probabilmente l’ha stesa…
Se compri le bici ti regalano il lucchetto e le lucine di segnalazione, oltre al cestino. Provi la bici che ti piace fuori dal negozio, se ti va bene la commessa, nel tempo di un nanosecondo, per non lasciarti pensare troppo o perché i cinesi sono fatti così, tutto in fretta, tutto subito, scusandosi di farti aspettare troppo, avverte due scagnozzi che prendono in consegna il mezzo e ti gonfiano le ruote, ti alzano la sella alla giusta altezza, montano il cestino, il seggiolino dei bambini, appiccicano l’adesivino del negozio, danno una lustratina e ti porgono la bici fiammante. 
Per me abbiamo acquistato senza saperlo una bici marca “Forever”, number one in China.


- Abbiamo fatto un incidente stradale, io e la Fede (e Diego), senza conseguenze. Il nostro autista o meglio ex –autista, che secondo noi da qualche giorno dormiva in macchina, nell’uscire dalla strada di casa ha pensato bene di non frenare ed è finito dritto dritto dentro ad un autobus. Gran spavento, ma per fortuna non andavamo forte quindi nessuno si è fatto male, ad eccezione della macchina che nella parte davanti sx era abbastanza accartocciata. Checco ha licenziato il driver seduta stante. Abbiamo preteso un nuovo autista dal giorno dopo e siccome il manager dell’agenzia non ha trovato nessuno, al momento il nostro autista è direttamente lui. .. Dopo l’incidente dovevamo assolutamente sbrigarci perché quella mattina la Fede aveva la gita a scuola e non potevamo arrivare oltre le 8,30 altrimenti i pullman della gita sarebbero partiti. Quindi mi son piazzata in mezzo alla strada mandando a quel paese in italiano l’autista, ho rubato il taxi ad una vecchietta cinese imprecando sempre in italiano mentre lei, giustamente arrabbiatissima, mi replicava in cinese e parlava con il taxista. Non potevo rischiare che lo convincesse a farci scendere, quindi ho urlato e ho chiuso la portiera, indicando la Fede e la pancia e la scena dell’incidente (tutti scesi dal bus, passeggeri per strada, il nostro ex autista e l’autista del bus al telefono pronti per la constatazione amichevole ahahah) e ho detto ”Signora guardi la situazione e giudichi lei chi ha più diritto di prendere il taxi”. Sbam, portiera chiusa. Il taxista parte. La gita è salva. Grande esempio per la Fede…

- I nostri scatoloni sono ancora in dogana. Perchè? Direte voi. Perchè per ritirarli Checco deve andare in dogana e mostrare il suo passaporto. Il passaporto però ce l'ha la polizia che ci sta facendo i permessi di residenza permanente. Checco va in dogana con la fotocopia del passaporto, dopo aver chiesto se poteva essere sufficiente e aver atteso risposta affermativa. Bene, non è sufficiente. Checco si fa preparare allora una dichiarazione della polizia che testimonia di avere il suo passaporto in originale e che autentica la fotocopia. La dogana non crede alla polizia.

- I Cinesi sono un popolo molto ingegnoso, non perdono tempo con cose inutili...



- Le macchie d’erba si tolgono con il latte (grazie Rita), per il resto serve un bel bagno…


venerdì 29 marzo 2013

Vita quotidiana, la nostra

Eccomi qui all'ospedale a fare il test del glucosio...mi sono già bevuta un bicchiere di acqua dolcissima e svomitevole e subito quel goloso di Diego si è mosso. Vorrei riuscire a fare anche gli esami per la tiroide e quelli delle urine...ce la farò? Bè, già considero un buon successo il fatto di essere riuscita a far capire a Tai, il nostro fido autista, che doveva venire a prenderci alle 7.30 e non alle 8.10 e che questo avrebbe conportato non andare a prendere e portare Checco al lavoro! Quanti ragionamenti...
In realtà ci sono riuscita solo perchè ieri Eliana, una nuova amica di Xiamen di cui vi parlerò, mi ha scritto un bigliettino in cinese! Aahahahah, senza non ce l'avrei mai fatta, sicuramente...


Quante cose anche in questa settimana...la contrattazione con il driver, l'autista (la prima è andata male e la seconda si è conclusa solo dopo un paio d'ore di discussioni). Il driver e il suo manager si sono presentati in hotel -vivevamo ancora lì- dopo aver già concordato le modalità del servizio il giorno precedente, al telefono con una collega cinese di Checco. Appena sono arrivati ci hanno fatto vedere i modelli di macchine, dovevamo "solo" scegliere se volevamo una macchina di una certa cilindarata o meno. E invece loro si sono messi a ridiscutere tutto, noi volevamo lo sconto e loro volevano alzare il prezzo già pattuito adducendo come scusa il fatto che non avevano capito che la scuola della fede fosse così lontano...Ad assisterci c'era la segretaria di Fra che faceva da interprete, e poi telefonate continue: noi alla collega che il giorno prima aveva preso accordi, loro al capo dell'agenzia di noleggio...per due ore. Checco dice che trattare con i cinesi è così, ti dicono una cosa e poi cambiano le carte in tavola attaccandosi ad ogni più piccolo dettaglio. E infatti era dal giorno prima che discutevamo con l'ufficio finanziario dell'albergo perchè senza dirci nulla ci avevano applicato la tariffa "fiera" invece di quella "standard" per tutte le 20 notti del nostro soggiorno, + fatto pagare il letto extra della Fede 50 euro al dì, + caricato una colazione, la mia, perchè una stanza di tre persone prevede una colazione sola. Certo, siamo in 3 ma fa colazione uno solo...La teoria dell'albergo è che non puoi andare a disturbare un ospite facendogli firmare il consenso alla tariffa applicata dopo che la prenotazione è già stata concordata ad un'altra tariffa...alla fine la discussione si è chiusa con un'ultima telefonata dell'ufficio finanziario a Checco alle ore 23.40, per accordarci lo "sconto". Scusa, ma in questo caso non mi disturbi?
E poi chiusa per modo di dire, perchè ovviamente hanno sbagliato a darci il nome del beneficiario a cui fare il bonifico e quindi non si sa dove siano i soldi adesso...partiti dall'Italia ma non arrivati in Cina e non tornati indietro...!??!

La casa nuova è bellissima e gigante (non ci si sente da una stanza all'altra), si vede il mare da quasi tutte le camere. E' meraviglioso vedere come cambiano i colori del mare, le maree e le barche che passano: pescherecci, navi da crociera - siamo vicino al terminal delle crociere- cargo con i container. Di notte si vedono le luci dei fari e durante il giorno si sente il fischio della sirena delle barche che entrano in porto. Un rumore un pò sinistro, quasi lugubre i primi giorni che lo sentivo, perchè lungo, basso e profondo, mentre adesso già non mi dà più quel senso di tristezza. Alla Fede piace tantissimo e ogni volta che vede una barca, soprattutto le navi da crociera, corre alla finestra a guardare e poi le disegna. 
All'inizio ci siamo sentiti un pò straniti, ci eravamo abituati all'albergo, ai suoi rumori, ai suoi riti (la colazione, correre nel corridoio e fare a chi arriva prima, salutare Maria alla reception, le porte scorrevoli), alle stradine del quartiere...e all'inizio la casa era così vuota. Adesso abbiamo cominciato a personalizzarla con foto, disegni, la targhetta con i cognomi sulla porta, i piatti, i bicchieri, qualche pentola, lo zerbino, in attesa che arrivino gli scatoloni (ancora fermi in dogana qui a Xiamen, chissà quando potremo ritirarli e soprattutto SE potremo ritirarli...). Tutto sembra a poco a poco più caldo.
E poi internet (sono venuti ad installarlo subito, molto professionali, ed è l'internet più veloce che abbiamo mai avuto, anche se per usare facebook, youtube, i blog ecc abbiamo dovuto installare un programma aggiuntivo che si chiama Astrill), il latte fresco a casa (lo paghi per un mese e te lo consegnano direttamente, appendendo un piccolo sacchetto alla maniglia della porta ogni giorno alla stessa ora. Il latte che ci portano è fresco, di mucca e non di soia, è solo un pò strano perchè è dentro a delle bustine di plastica da 200 ml, come le nostre della mozzarella).
Abbiamo già la colf, ereditata dalla padrona di casa, anche se non sono riuscita a farle capire che volevo conoscere il suo nome. Martedì è stata con me 5 ore e io mimavo quello che doveva fare: i pavimenti con il mocio e con il detersivo, quest'ultimo da specificare bene perchè generalmente non lo usano. Non usano nemmeno l'aspirapolvere, quindi a gesti lei mi ha fatto capire che avrebbe passato tutta la casa con una pezza bagnata, stando accucciata. Ok le dico, prima passi la pezza bagnata, ma nell'acqua con il detersivo, poi il mocio. Alla fine lei ha dato prima il mocio (le ho insegnato a strizzarlo nel secchio e non con le mani) e poi ha ripassato con la sua pezza. Ok, cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia, ahahahahaha
Poi le ho chiesto di pulire la doccia e la vasca, lei si è tolta le ciabatte che si era cambiata con le scarpe arrivando e ci è proprio entrata dentro, nella vasca. Brava, pulizia profonda!

Questa storia della ciabatte è forte e io la condivido un sacco. Anche quando giravamo per appartamenti in cerca di casa, nella case che erano abitate e quindi vissute, i padroni ci chiedevano di toglierci le scarpe e metterci le ciabatte, che ci fornivano in quantità. L'altro giorno sono venuti due signori a consegnarci un divano letto e si son tolti le scarpe, con il divano sulle spalle, prima di entrare. Il ragazzo che è venuto ad installare internet si è tolto le scarpe, allora io gli ho offerto un paio di ciabatte e lui ha gradito molto. Il signore che ci ha sturato il water (altra storia che vi racconterò a breve) si era portato dei copriscarpe, come quelli che da noi si usano in piscina o negli asili.
Ospitalità.
Per ora sono alle ciabatte, poi magari arriverò ad offrire il te (ho comprato le bustine di te lipton versione cinese Jasmine tea, sono ancora molto scarsa).



Ho iniziato a capire e a conoscere i negozi che vendono "imported food" e a commuovermi davanti a un pacco di pasta De Cecco, una Nutella, un olio di oliva, un pezzetto di parmigiano (200 gr 8 euro), un domopak (lo abbiamo trovato!!!), anche se mi son rifiutata di comprare i biscotti pan di stelle originali del Mulino Bianco perchè ci sono solo delle confezioni microscopiche che secondo me ti fanno venire solo più voglia. Rifiuto anche ad acquistare gli originali "cantuccini d'Abruzzo" ahahahah.
Siamo felicissimi di poter finalmente cucinare, ho anche seguito i consigli degli altri expatriates e compro il pane da Coffee Shop dove lo trovi buono e non molliccio e dove c'è anche la farina di grano. Sembra sempre di essere un pò in campeggio perchè manca qualche ingrediente e siamo ancora in attesa dei nostri amati scatoloni, in più non riusciamo bene a regolare i fuochi della cucina che vanno pianissimo o fortissimo, ma è divertente!
La Fede ieri si è fatta due piatti di passata di pomodoro, così, tout court, e davanti ai primi fusilli preparati in casa ha detto "Ma sono come quelli di Parma"! e ne ha messi in bocca tre! E poi comincia a mangiare pomodori e insalata e ad assaggiare ogni cosa, anche il pane con le uvette che ho comprato per sbaglio...dice che sembra come il Panettone!
Al prossimo viaggio ognuno avrà una valigia di 23 kg di cibo (salumi, pomodori, ragù, biscotti, marmellata, grissini, formaggio sottovuoto per non ricomettere l'errore di farlo ammuffire).

Mercoledì alla scuola dove probabilmente andrà la Fede a settembre, ho incontrato alcune mamme tra cui Andrea ed Ellen. Andrea mi ha detto che mi manderà una mail per costituire una specie di gruppo solidale di acquisto di almeno tre mamme per comprare un forno ciascuna ad un buon prezzo (qui le cucine ne sono sprovviste, anche la lavastoviglie non ce l'ha nessuno e al suo posto esiste uno sterilizzatore che neanche uno di "noi" expa sa o vuole usare. Il principio dello sterilizzatore è che tu lavi i piatti alla buona, senza detersivo e poi li metti in questi cestelli a sterilizzarsi, appunto. Voi lo fareste? Con il forno, posso almeno pensare a del pane croccante, alla pizza, alle torte che preparerò con la fida aiutante Fede).

Al ritorno dall'ospedale, dove sono magicamente riuscita a farmi fare tutti gli esami che volevo, desideravo fermarmi a mangiare in un ristorantino cinese ma ho semi-promesso a Checco che lo farò solo dopo il parto. Allora mi son sfogata prendendo l'autobus. Ce l'ho fatta! Ahahaha Il numero 841. Grande Vale! Sono molto orgogliosa di me. Ovviamente ero l'unica occidentale e non potevo controllare i nomi delle fermate che sono scritti solo in cinese, ma alla fine sono arrivata a casa in poco tempo.

Signore di una certa età che usano l'i-pad in autobus e il macellaio di strada, che arriva in motorino e tira fuori la carne da delle grosse ceste di plastica, la espone su un tavolino montabile all'aria aperta e, davanti a una strada a 4 corsie, comincia sorridente ad affilare i suoi coltelli...questa è la Cina...

La prossima puntata sarà dedicata ad una parte fondamentale della Cina, ovvero ai mercati di strada che sono ovunque, ai macellai e ai pescivendoli...